La Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD), entrata in vigore nel 2023 e recepita in Italia con il D.lgs. 125/2024, ha ridefinito le regole della rendicontazione societaria sulla sostenibilità. Con il nuovo Decreto Omnibus, l’Unione Europea punta a semplificare gli obblighi per le imprese, riducendo oneri burocratici e favorendo la transizione sostenibile.
Per le PMI entra in gioco lo standard volontario VSME, che consente di rispondere in modo trasparente e standardizzato alle richieste ESG di clienti, banche e fornitori lungo la catena del valore.
Anche in assenza di obblighi immediati, la redazione di un Bilancio di Sostenibilità rimane una scelta strategica:
Per l’attuazione dell’Agenda 2030 e del Net Zero nel 2050 sono state stabilite delle linee guide, coerentemente ai principi generali delle disposizioni della CSRD e della VSME. L’EFRAG (European Financial Reporting Advisory Group), ente di natura tecnica e non politica che si occupa dei principi contabili a livello internazionale ha promulgato gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) che costituiscono i nuovi standard europei redatti per la rendicontazione di sostenibilità definendo i contenuti del report in tre aree principali: ambientali, sociali e di governance, garantendo coerenza e trasparenza nelle informazioni pubblicate.
La direttiva CSRD (2022/2464) introduce nuovi obblighi di rendicontazione. Gli ESRS definiscono i contenuti standardizzati del report, suddivisi in:
Il Bilancio di Sostenibilità descrive il modello aziendale, la strategia, i rischi e le opportunità legati alla transizione sostenibile. I contenuti principali:
Attività 01
EC ESG supporterà il cliente nell’impostazione metodologica delle fasi e delle attività di progetto al fine di individuare template e modelli. Il cliente individuerà uno o più referenti interni all’azienda (ESG manager o Sustainability manager).
Attività 02
Raccolta di tutte le informazioni (documentazione aziendale disponibile) relativamente ai macro-ambiti della sostenibilità, analisi e confronto delle informazioni raccolte con quanto previsto dagli ESRS.
Attività 03
La Gap Analysis evidenzierà i dati e le informazioni mancanti sia di tipo quantitativo sia di tipo qualitativo. Verranno condotte interviste con i principali referenti aziendali rispetto alle richieste della normativa aziendale.
Attività 04
Definizione della matrice di materialità e identificazione dei temi materiali e degli ESRS applicabili. Definizione dell’indice e dei macro-contenuti della rendicontazione. Interpretazione dei dati raccolti.
Attività 05
Sviluppo delle sezioni principali. Integrazione di KPI e allineamento agli standard internazionali.
Attività 06
Definizione della documentazione mancante e propedeutica alla redazione del Report secondo gli standards CSRD tramite il modello ESRS adottato.
Attività 07
Condivisione della bozza con il cliente. Recepimento di eventuali richieste di modifica e approfondimento. Assurance (audit). Revisione finale e approvazione.
Attività 08
Sara possibile chiedere una certificazione a un Ente Terzo (Audit) che attesti la rispondenza del Report a quanto richiesto dalla CSRD.
Attività 09
Creazione di un layout grafico accattivante e professionale, studiato per valorizzare i contenuti e migliorare la leggibilità del documento. L’impaginazione segue principi di chiarezza, coerenza visiva e gerarchia delle informazioni, garantendo un risultato elegante e funzionale. Particolare attenzione viene dedicata all’equilibrio tra testo e spazi, per un output visivamente armonico e di forte impatto.
L’elaborazione di un Report di Sostenibilità in CSRD e quindi seguendo l’obbligatorietà della normativa, richiede delle tempistiche ben differenti. Si tratta di quasi un anno di lavoro, una raccolta dati molto più approfondita, un’analisi degli impatti secondo criteri ben precisi e obbligo di pubblicazione all’interno della Relazione sulla Gestione.